Etichettatura "Prodotto di Montagna"

Per valorizzare la provenienza

  Martedì, 11 Luglio, 2017 - 10:51

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto che stabilisce che i prodotti agroalimentari delle aree di montagna potranno riportare l’indicazione di qualità “prodotto di montagna”.

Il decreto recepisce quanto introdotto dal Regolamento UE 1151/2012, il cosiddetto “Pacchetto Qualità”, per valorizzare la provenienza delle produzioni.

Nasce così una nuova certificazione che riconosce il valore dell’origine delle produzioni agroalimentari e rafforza l’importanza di fornire ai consumatori informazioni trasparenti.

In questo modo l’etichetta “Prodotto di Montagna” diventa uno strumento economico e sociale al servizio dei produttori e degli amministratori.

Per essere classificati come “di montagna” i prodotti vegetali e il miele devono essere totalmente ottenuti e trasformati nelle aree montane mentre i prodotti zootecnici devono essere ottenuti da animali allevati negli ultimi due terzi della loro vita in montagna e nutriti con mangimi prodotti nelle medesime aree con  percentuali pari al 60% per i bovini, al 50% per pecore e capre e al 25% per i maiali.

La trasformazione di carne e latte deve avvenire in strutture situate entro una distanza massima di 10 chilometri dai confini amministrativi dei comuni montani, per quanto riguarda il latte, ed entro 30 chilometri per la carne.

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La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto che stabilisce che i prodotti agroalimentari delle aree di montagna potranno riportare l’indicazione di qualità “prodotto di montagna”.

Il decreto recepisce quanto introdotto dal Regolamento UE 1151/2012, il cosiddetto “Pacchetto Qualità”, per valorizzare la provenienza delle produzioni.

Nasce così una nuova certificazione che riconosce il valore dell’origine delle produzioni agroalimentari e rafforza l’importanza di fornire ai consumatori informazioni trasparenti.

In questo modo l’etichetta “Prodotto di Montagna” diventa uno strumento economico e sociale al servizio dei produttori e degli amministratori.

Per essere classificati come “di montagna” i prodotti vegetali e il miele devono essere totalmente ottenuti e trasformati nelle aree montane mentre i prodotti zootecnici devono essere ottenuti da animali allevati negli ultimi due terzi della loro vita in montagna e nutriti con mangimi prodotti nelle medesime aree con  percentuali pari al 60% per i bovini, al 50% per pecore e capre e al 25% per i maiali.

La trasformazione di carne e latte deve avvenire in strutture situate entro una distanza massima di 10 chilometri dai confini amministrativi dei comuni montani, per quanto riguarda il latte, ed entro 30 chilometri per la carne.

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