L'altra faccia del CETA

Made in Italy penalizzato

  Lunedì, 3 Luglio, 2017 - 10:04

Se l’accordo Ceta con il Canada rappresenta una grande opportunità per il commercio internazionale, non mancano le note dolenti come ad esempio una penalizzazione per alcuni prodotti d'eccellenza.

Dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia Romagna, solo 12 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri 32 non avranno nessuna tutela.

"E - spiega Coldiretti Emilia-Romagna - anche per i prodotti riconosciuti dall’accordo, si profila comunque una situazione di grande ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale, ottenuto nel rispetto di precisi disciplinari, da imitazioni di bassa qualità come il caso del Parmigiano Reggiano che verrà venduto a fianco di produzioni locali di Parmesan”.

Situazione ancora più complessa per il Prosciutto di Parma Dop, denominazione che da diversi decenni proprio in Canada è stata usurpata dalla società Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare canadese, che ha registrato il marchio “Parma” e che quindi può regolarmente commercializzarlo.

Neanche i 30.000 produttori di grano dell’Emilia Romagna potranno dormire sonni tranquilli in quanto l’accordo di libero scambio prevede l’azzeramento del dazio per il grano, spalancando le porte all’invasione di grano duro canadese.

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Se l’accordo Ceta con il Canada rappresenta una grande opportunità per il commercio internazionale, non mancano le note dolenti come ad esempio una penalizzazione per alcuni prodotti d'eccellenza.

Dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia Romagna, solo 12 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri 32 non avranno nessuna tutela.

"E - spiega Coldiretti Emilia-Romagna - anche per i prodotti riconosciuti dall’accordo, si profila comunque una situazione di grande ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale, ottenuto nel rispetto di precisi disciplinari, da imitazioni di bassa qualità come il caso del Parmigiano Reggiano che verrà venduto a fianco di produzioni locali di Parmesan”.

Situazione ancora più complessa per il Prosciutto di Parma Dop, denominazione che da diversi decenni proprio in Canada è stata usurpata dalla società Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare canadese, che ha registrato il marchio “Parma” e che quindi può regolarmente commercializzarlo.

Neanche i 30.000 produttori di grano dell’Emilia Romagna potranno dormire sonni tranquilli in quanto l’accordo di libero scambio prevede l’azzeramento del dazio per il grano, spalancando le porte all’invasione di grano duro canadese.

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